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Storicamente, vi è traccia di vigneron, tra gli Jobard, sin dal 1860; accorciando le vicissitudini storiche della famiglia, in tempi più recenti, si è dato luogo prima ad un'unica azienda, denominata "Domaine Pierre Jobard"; ciò, sino alla separazione fondiaria intervenuta tra i due eredi dell'epoca, Charles e François, operata nel 1971; quest'ultimo, quindi, fondò, successivamente, una propria azienda: il  "Domaine François Jobard", che comprende a tutt'oggi un parco vitato esteso per 6 ettari, interamente coltivato a chardonnay, il quale dà luogo a circa 30 mila bottiglie annue; dopo adeguata gavetta nel domaine del padre, iniziata nel 2002, che determinò una nuova ragione sociale aziendale, mutata in "domaine Antoine et François Jobard", dal 2007 il gerente è il solo, ispiratissimo, figlio Antoine, che rappresenta la quinta generazione dei Jobard (da qui il mutamento attuale del nominativo aziendale in "Domaine Antoine Jobard"...anche se sul campanello principale aziendale, si trova ancora il vecchio riferimento "Francois Jobard"), il quale ha perpetuato il tradizionale savoire faire familiare, sia agronomico, sia nella conduzione dei lavori di vinificazione (con solo qualche piccola novità rispetto al passato, come ad esempio operazioni di imbottigliamento un pò più anticipate (generalmente dopo 21 mesi, anzichè 24). In questa azienda si percepisce tutto il senso della tradizione borgognona, fondata sulla stretta osservanza di metodologie radicate nella storia viticola di questa regione, ammantate di una discrezione, un rigore ed un rispetto per la terra e per la natura paradigmatici, fedeli eredi del modus operandi dei monaci cistercensi di Cote de Beaune. A questo indirizzo, l'appassionato di chardonnay intrisi di classicismo di Cote d'Or è certo, pertanto, di poter incontrare la matrice più intimamente connessa al saper fare borgognone: nessuna rincorsa a modernismi, mode o stravolgimenti della tradizione qui, ma solo sacrale asservimento al terroir ed ai tempi naturali (lunghi), necessari a svolgere ed a far esprimere la materia nel modo più consono ed ideale; pazienza, accuratezza, precisione, nessuna fretta, orgoglioso approccio artigiano e molto talento; il profondo rispetto per i luoghi di pertinenza comincia, evidentemente, in vigna, dove l'approccio agronomico prevede una speciale attenzione rivolta alla lavorazione dei suoli, pratica interpretata senza alcuna scorciatoia di natura chimica, quindi priva di ricorso a diserbanti, ma mediante l'utilizzo di rame e zolfo, al ricorso a potature accorte, ébourgeonnage rigorosi ed un regime bio certificato Ecocert dall'annata 2016; il tutto, allo scopo di portare en cave le migliore uve possibili, sotto il profilo della sanità e della qualità. La metodologia di vinificazione è svolta con rigore scientifico da Antoine, sempre impeccabile e maniacale: dal ricorso della macerazione prefermentativa a freddo, per consentire ai bouquet delle uve di esprimere il massimo potenziale aromatico in sede di fermentazione alcolica, alla magia delle trasformazione dei mosti in vino, condotta assecondando i ritmi naturali di lavoro dei lieviti indigeni, senza alcun controllo della temperatura, alla successiva lenta malolattica e, soprattutto, griffe della casa, sostenendo fermamente lunghi affinamenti sur lie, con elevage sino a 20 mesi, per consentire che la giacenza delle fecce fini produca la migliore estrazione del loro patrimonio cellulare a favore del vino che le accoglie, all'interno di piece la cui presenza del legno nuovo è davvero di basso profilo: mediamente del 15 per cento ed, al massimo, del 20. il rispetto per la materia che ne deriva, successivamente, non viene minimamente alterato da pratiche di "ingrasso" della stessa, attraverso il ricorso al battonage, o attraverso successive operazioni di decantazione e chiarifica. Pertanto, i vini di Antoine mirano a sviluppare il meglio del patrimonio genetico di ciascuno, e ciò nel tempo più consono richiesto dalla materia, utile a consentirne la migliore espressione, il migliore equilibrio e, soprattutto, concepiti con la struttura ideale per sfidare il tempo; i vini di Antoine ci hanno sempre folgorato, anche in sede di degustazione di campioni da botte, ma è la successiva giacenza in vetro che permette sempre loro di esprimere quell'enorme potenziale di espressività e fedele aderenza al terroir che questo domaine sa concretizzare attraverso la sua meticolosa opera. I vini di Antoine, in conclusione, rifuggono pesantezze espressive ma anche esili ed efebiche magrezze, sono caratterizzati da una grande tensione interna, una splendente intensità aromatica, e, soprattutto, da una materia purissima che mira a stringere una fedele alleanza con il tempo, senza, peraltro, bisogno di scrollarsi di dosso alcuna presenza boisé, di cui vi è scarissima traccia. 

Certificazioni

  • Biologico

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