il lieux-dit, esteso per 0.95 ha complessivi, che si trova nell'area mediana del “Perrières”, recintato da un muro a secco, è di pertinenza esclusiva del domaine A. Grivault dal 1879; deriva la sua etimologia dal francese antico "perrier" (sentiero ghiaioso) e rappresenta la toponomastica dei terreni sui cui poggiano i vigneti, copiosamente ciottolosi ed in cui prevale la componente marnosa di matrice argillosa; forse richiama una strada antica, e la pietra utilizzata nella composizione di queste vie. Nelle immediatezze del climat, nella parte superiore della collina, sono visibili antiche cave, dove si rinvengono tracce di una tipologia di calcare chiamata "pierre de Chassagne". Il climat di Perrieres rappresenta una delle, se non "l'eccellenza stessa" di Meursault, rappresentando, de facto, un grand cru in pectore. Questo vino esprime una mineralità ed un allungo da vero primatista; sfoggia una veste tridimensionale dai toni letteralmente epici: trasuda una mineralità di territorio luminescente ed è dotato di un'energia intrinseca vibrante ed una persistenza che rappresenta un reference stantard in questa denominazione. La reale differenza tra il "Clos" ed il semplice "1er cru Perrieres" (a meno di 70 metri di distanza l'uno dall'altro) è dovuta allo strato di roccia sottostante il "Clos", che possiede una quota di argilla più ampia (46%) e profonda, di limo intorno al 30%, di sabbie finissime intorno al 6-7% ed, infine, circa un 17% di sabbie dal diametro più evidente e si trova proprio nel punto di incontro tra lo strato giurassico Bathoniano e Calloviano; qui si evidenzia la presenza di calcare attivo appena sotto la soglia del 5% ed una notevole quota di magnesio nei suoli; tutti questi parametri gli conferiscono il bonus di stile che lo contraddistingue dal “Perrieres”, ottenuto da vigne ultra 50ennali, rispetto a quelle del "Clos", che hanno subito reimpianti nel 1987; pressature delle uve senza solfitaggio e battonage ridotto all'osso. Annata '23 di smagliante color oro pallido; naso intriso di superba profondità, declinato su sbuffi di note di miele di acacia delicati e poi corposi effluvi di pesca gialla ed albicocca; bocca di stratificazione verticale, densamente orientata a focalizzare un centro bocca di sostanza e piacere di frutti tropicali; il timbro del terroir è ben presente con sale d'oceano, supportato da una verve tartarica premium. Finale regale. 95 punti di base. Apogeo di consumazione [2030-2045]

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