BORGOGNA 2016. RIFLESSIONI POSTUME. DANNI E PROSPETTIVE QUALITATIVE: I VIGNERON SI RACCONTANO.

Con questo articolo vogliamo sottoporvi le preziose riflessioni dei domaine che gravitano intorno al mondo di BMA, i quali, a bocce (abbastanza) ferme (le operazioni di cantina, in realtà, sono in grande fermento), hanno fornito un quadro esaustivo circa le prospettive qualitative dei propri raccolti ed i danni subiti nel corso del peculiarissimo millesimo viticolo 2016.

Precisiamo che questo spazio è assolutamente in divenire, perché destinato ad arricchirsi, man mano che le dichiarazioni dei domaine perverranno nella nostra disponibilità; pertanto, ogni tanto, per restare aggiornati, refreshate la pagina.

 

Da nord a sud:

 

MARSANNAY LA COTE. Domaine Jean Fournier. Jean, nonostante sia a corto di personale in questo momento ed i lavori in cantina fervono, ci dedica parte del suo prezioso tempo affermando che “la qualità dei mosti è enthousiasmante; infatti, la doucer settembrina è stata molto favorevole alla perfetta maturazione delle uve, soprattutto perché ha permesso di mantenere negli acini una complessiva buona acidità; non mi piace sbilanciarmi troppo, perchè l’élevage est encore primordial, ed essa, è noto, è una fase assolutamente decisiva, che rivela il vero volto del vino; posso solo affermare che, allo stato delle cose, tutto fa intendere ottime prospettive; in particolare, gli chardonnay sono d’une profondeur incroyable (grande purezza, sottili perfettamente calibrati, dotati di grande ricchezza di nobile estratto e notevole lunghezza; sono presenti aromi intensissimi di piccoli fiori bianchi di campo e arômes de pâtes àfruits); per quanto riguarda i pinot noir, ricordano parecchio l’annata 2010, ma con più maturità; i nasi permangono declinati sui frutti rossi di sottobosco, con un sottofondo di spezie già percepibili, e si palesano come vini che tendono a svilupparsi plutôt en longueur qu’en largeur; ma, in generale è ancora troppo presto per esprimere giudizi: tutto lo scenario può evolvere o può mutare nel corso di quest’inverno o in seguito. Per quanto riguarda i danni subiti: mi mancano circa i 2/3 dei volumi complessivi; si spazia dal - 20% sul Clos du Roy, al - 30% per le parcelle dislocate su Fixin e Gevrey Chambertin, il - 50% sui Longeroies, Chapitre et Croix Violettes, - il 60% per la cuvée Saint Urbain, - 80% in Es Chezots, 3 Terres et les blancs. In totale, si parla di quasi 20 hl./ha sur le domaine. Per quanto riguarda I vini che non verranno prodotti in questa annata: non ci sarà Bourgogne Aligoté, Bourgogne Blanc Origines, Marsannay Rouge Les Longeroies VO, Trois Terres et P’tite Grumotte”.

 

GEVREY CHAMBERTIN. Domaine Rossignol Trapet. I gentilissimi fratelli a capo del domaine:“a parte qualche sporadico episodio, rinvenuto in qualche grappolo raccolto, di chicchi striminziti ed asciugati eccessivamente dal calore di agosto e settembre, in generale, le uve sono davvero promettenti e ci attendiamo grandi riscontri qualitativi dai mosti. Per quanto riguarda i danni subiti, abbiamo perso il 40% della Bourgogne rouge e del Latricières-Chambertin, e tutte le nostre parcelli di Chambertin (disponiamo di circa 1.6 ha) sono stati colpiti dal gelo (c’est valable pour toute l’appellation de 13 ha); ci sarà pochissimo Savigny-Les-Beaune ’16 e scarse rese nei nostri vigneti siti a Beaune, dove il gelo ha provocato in modo massiccio dei danni; infine, mentre la parcella di Chapelle-Chambertin è stata colpita per circa il 20%, le vigne che producono lo Gevrey-Chambertin Villages lo sono state per circa il 30%”.

 

GEVREY CHAMBERTIN. Domaine Drouhin-Laroze. E’ la figlia Caroline Drouhin-Darlot a fornirci lumi:“ la vendemmia 2016 si è svolta alla perfezione: abbiamo avuto una bella settimana di sole, del 26 settembre al 4 ottobre che ha assecondato meravigliosamente il raccolto; abbiamo raccolto uve belle a vedersi ed al tatto, estremamente sane e de très belles maturités naturelles; per quanto riguarda i danni subiti, per fortuna, les appellations de Gevrey-Chambertin ont été peu touchées; solo per quanto riguarda la nostra parcella nel Clos de Vougeot e quella sita nel grand cru di Musigny, sono state colpite dal gelo e, conseguentemente, i rendimenti saranno minimali...autour de 15hl/ ha pour les Musigny”.

 

MOREY ST. DENIS. Domaine Chantal Remy. A rispondere ai nostri quesiti è, sta volta, il figlio di Chantal, Florian Rosier-Remy:“per quanto riguarda  il gelo che ha colpito duramente a fine aprile, i danni sino sono maggiormente concentrati sulla nostra parcella di Latricières Chambertin, di cui produrremo quantità irrisorie e su quella dello Chambertin, di cui produrremo quantità contenute; per quanto riguarda i nostri vigneti di Morey St Denis, quindi Clos des Rosiers et Clos de la Roche, non sono stati fortunatamente colpiti dagli eventi meteo, pertanto le quantità che produrremo non subiranno cambiamenti. La qualità delle uve, invece, est vraiment exceptionnelle: nous n'avons pratiquement pas eu a trier les raisins; la maturazione fenolica e le acidità fisse sono davvero di qualità soddisfacenti, facendoci presagire un millésime riche en aromes et de grande garde”.

 

MOREY ST DENIS. Domaine Taupenot Merme. Virginie Taupenot:" abbiamo sofferto molto il gelo della notte tra il 26 e dil 27 aprile, con conseguente perdita di frazioni importanti di raccolto, che si attestano a circa un -50% rispetto alla 2014, che ritengo uno degli anni migliori sotto il profilo anche quantitativo; per quanto riguarda quanto è rimasto, le résultat est magnifique, con molti fenomeni di acinellatura, che hanno reso i vini très concentré et ceci devrait donner un grand millésime, très équilibré et très concentré, mais l’avenir nous le dira au fur et à mesure de l’élevage. Abbiamo riscontrato perdite anche considerevoli in alcuni settori: ad esempio, faremo solo 2 pièces soit environ 600 bt produites sur Chambolle Musigny 1er cru Combe D’Orveau sur 0.45 ha, ed anche i nostri climats nel comune di Auxey Duresses sono stati molto danneggiato, e cosi anche la nostra preziosa parcella Nuits 1er cru les Puliers et les régionales où nous avons quand même récolté notre Bourgogne Aligoté mais sur 1 ha, seulement 2 pièces".

 

VOUGEOT. Chateau de la Tour. Francois Labet ci riferisce che:"nonostante le vinificazioni siano ancora in corso, la stima della perdita globale sul nostro raccolto si attesta oltre il 50%; in particolare, rileviamo la perdita di circa il 75% dei nostri raccolti su nostri vigneti siti in Beaune, Meursault, Chorey e Savigny Les Beaune; in merito alla qualità delle uve di questo millesimo controverso, la douceur di settembre e dei primi giorni di ottobre ci ha permesso di ottenere uve perfettamente mature ed integre; la ritengo un'annata, in qualità, molto simile alla 2010".

 

VOSNE-ROMANEE. Domaine Jean Yves Bizot. A darci riscontro è il fidato braccio destro di Jean Yves, Thomas Berry:”purtroppo abbiamo subito parecchi danni a causa del gelo e delle muffe createsi: abbiamo perduto circa il 55% del raccolto, in una produzione di meno di 5000 bottiglie. Per quanto riguarda la qualità del raccolto, invece, è davvero eccellente, grazie anche ad un ottimo settembre, che ci ha permesso di agevolare le operazioni vendemmiali e di rattraper ces maturités; reputiamo che i vini prodotti da questa annata risulteranno piuttosto solaires, ma non come nel 2003 o 2009; comunque, staremo a vedere la loro evoluzione in sede di elevage; per quest’annata non verranno prodotti né il bourgognes hautes cotes de nuits blanc nè il Vosne Romanée 1er cru.  

 

BEAUNE. Domaine A. Morot. Il simpaticissimo gerente, M. Geoffroy Choppin de Janvry, esordisce cosi: "Nous avons fait finalement une demi-récolte; i mesi di agosto e settembre sono stati molto favorevoli per determinare l'ottima qualità finale delle uve; purtroppo, la celeberrima gelata primaverile ha mietuto vittime anche presso qualche nostro vigneto:in particolare, Marconnets, Grèves et Dessus des Marconnets;  dove abbiamo raccolto, ribadisco, invece, che la qualité est bonne à très bonnedes peaux bien mûres, des tannins fondus mais quand même de la fraicheur; rifacendomi ad annate precedenti, trovo la 2016 un ottimo missaggio tra la 2009 e la 2010".

 

PERNAND VERGELESSES. Domaine Rapet. Vincent ci riferisce che:"relativamente all'annata 2016, produrremo circa il 40% rispetto ad un ordinario raccolto; in particolare, il 30% di chardonnay ed il 50% di pinot noir; ma, mais cela dépend beaucoup d’un vigneron à l’autre certains viticulteurs ont fait 5 hectolitres hectare ed il nostro collega confinante, che possiede un vigneto a meno di 200 metri dai miei, produrrà 40 hl/ha perchè le nefaste correnti di aria fredda non sono transitate per il suo fondo; per quanto riguarda la qualità delle uve, sono certo che produrremo dei grandi pinot noir, con rendimenti di 25 hl/ha, grazie al calore di settembre; non abbiamo avuto alcun problema di marciume; immagino per gli chardonnay delle acidità gradevolissime e richesse et puissance pour les rouges; infine, purtroppo, dò notizia che non produrremo: 1er cru clos du village, 1er cru Caradeux , beaune 1er cru bressandes (rouge et blanc) et très peu de corton charlemagne, pas d’ile des vergelesses, beaune clos du roi et cent vignes...très peu mais bon".

 

SAVIGNY LES BEAUNE. Domaine Chandon De Briailles. La contessa Claude de Nicolay:"per noi l'annata 2016 rappresenta una vera desolazione; abbiamo deciso di assembrlare tutte le cuvée di Savigny Les Beaune e Pernand Vergelesses perchè c'era troppa poca uva per ciascuna denominazione; in questo modo abbiamo prodotto 7 futs de "Super Bourgogne Rouge" e questa cuvée avrà un'etichetta ed un nome speciale; per quanto riguarda la produzione di Corton, abbiamo ottenuto rendimenti nella media (25 hl/ha) e si tratta di vini davvero promettenti per la qualità delle uve; per quanto riguarda la produzione generale, in questo modo abbiamo prodotto 32 futs al posto delle canoniche 200. Abbiamo, pertanto, deciso di usare una media del 60% delle vinificazioni a grappolo intero per i grand crus, per i quali les maturités étaient magnifiques en tanins et potentiel d’alcool...avec de belles acidités donc un millésime très équilibré! Belle frustration de ne pas avoir eu plus de raisins".

 
 
POMMARD. Domaine Comte Armand. Paul Zinetti, il gerente (colui che ha sostituito Benjamin Leroux):"a causa dell'infausto evento meteo di aprile abbiamo perso circa il 70% del raccolto; a fronte delle risibili quantità di uva che siamo riusciti a portare in cantina, la qualità delle uve è magnifica; grandissima annta per i pinot noir, anche a queste latitudini, ne sono certo; si è trattato di un'annata calda qui a Pommard, ma che ha determinato un perfetto equilibrio tra le componenti dell'uva, des degrés naturelles au top ! Des tanins mûrs , du velours. Per fortuna riusciremo a produrre tutta la gamma dei nostri vini, ma in quantità davvero modeste".
 
 

PULIGNY MONTRACHET. Domaine Jean Chartron. Jean Chartron:"i danni si sono maggiormente concentrati sull'intera denominazione di Chassagne Montrachet, sui 1er cru ed i grand cru di Puligny Montrachet, sulla denominazione Hautes Cotes de Beaune e su Savigny Les Beaune. A livello globale abbiamo raccolto il 60% delle nostre potenzialità, ma sui vigneti più colpiti dal gelo arriviamo al 30% della produzione; l'andamento estivo e settembrino hanno permesso di raccogliere uve che stanno produrranno un vino equilibrato, fruttato e piuttosto ricco in bella materia di nobile estratto; alcuni vini non saranno prodotti: il Savigny les beaune Pimentiers, il Montrachet grand cru, Chassagne-Montrachet 1er Cru Cailleret, pochissimo Puligny Montrachet 1er cru Clos du Cailleret e molto poco Hautes cotes de beaune En Bois guillemain".

 

CHASSAGNE MONTRACHET. Chateau de la Maltroye. Jean Pierre Cornut, il gerente:"l'entità dei danni subiti e, conseguentemente i cali della nostra produzione, per il 2016, si attestano al 60% per quanto riguarda gli chardonnay grand crus ed i 1er cru -60%, i village circa il 40%, mentre Santenay non è stato investito dalla gelata e non abbiamo subito cali di produzione. Per quanto riguarda la qualità del millesimo, lo valuto di tres belle qualite, non impacte par le gel de ce point de vue et etat sanitaire excellent. Pertanto, ci aspettiamo un ottima qualità mais peu sur grand crus (Batard Montrachet , Dent de Chien, La Romanee e Ruchottes)".

 

 

Lo staff di Borgogna Mon Amour

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Immagine di copertina tratta dal Domaine Jean Grivot