VINI DI BORGOGNA - IMPORTAZIONE PRIMAVERILE 2026
Partiamo da un dato di cronaca preliminare: il 2026 per noi è iniziato con un debutto folgorante, perché è coinciso con un ingresso nel nostro listino di enorme spessore storico e qualitativo. Ci riferiamo all'approdo del domaine De Courcel; un'azienda che non necessita di presentazioni per gli appassionati storici dei vini di Borgogna e che, circostanza che ci teniamo particolarmente ad evidenziare, non ha cambiato pelle con l'ingresso di un nuovo regisseur al comando: la proprietà, infatti, ha voluto proporre una nuova veste di sé, potenziando ulteriormente le peculiarità che l'hanno resa una delle aziende viticole più reputate in Cote d'or; e lo ha fatto dirigendosi verso scelte agronomiche ancor più rispettose e moderne (a testimoniarlo vi sono certificazioni bio e biodinamiche in corso d'opera) ed alleggerendo ulteriormente una postura enologica (percentuali di legno nuovo in elèvage ancora più ridotte) già divenuta paradigmatica per il suo virtuoso assecondare ed accompagnare il ciclo fenologico di ciascun millesimo, senza mai subirlo. Primizie, lo precisiamo, che sono destinate unicamente alla clientela B2C.
Ma veniamo al cuore della presente rubrica, vale a dire alla nostra prima vera importazione strutturata annuale: quella primaverile; è un appuntamento che si rinnova sempre a cavallo di maggio e la prima decade di giugno, sfoderando la ben nota 'trazione bianchista' (che asseconda la stagione estiva in arrivo), ma senza rinunciare a sfoderare il meglio dei pinot noir che i nostri fornitori ci hanno già resto disponibili con imbottigliamenti anticipati rispetto a quelli più cospicui di tardo autunno.
La prima grande novità è rappresentata dal debutto ufficiale del nuovo millesimo in commercio: l'annata 2024. Abbiamo osservato grandi dibattiti e numerosi commenti a questo proposito; tutti legittimi, soggettivi e rispettabili. Quelli che reputiamo però maggiormente degni di attenzione ed ascolto critico sono quelli di chi l'ha testata a fondo e sul campo: dai primi test in botte ai primi riscontri in vetro. Si tratta di un'annata che, al netto di un andamento stagionale complesso ed articolato, a nostro parere, è stata l'occasione propizia per osservare il livello medio del savoir faire dei vigneron di questa regione. La 2024, per la nostra esperienza tra le cave, al termine del suo percorso in elèvage, ha sfoderato, nelle sue versioni più a fuoco, un'identità sorprendentemente scintillante e, soprattutto, profondamente territoriale. Badate bene: non ci interessa affatto persuadere o condizionare nessuno di coloro che ha espresso giudizi difformi dai nostri. In qualità di operatori dal settore da alcuni lustri, ci limitiamo a garantirvi solamente che tutte le scelte d'acquisto presso il nostro novero di fornitori è stato, come di prammatica, sempre frutto di ponderate riflessioni nel corso di reiterate degustazioni e di confronti serrati interni al nostro staff. Insomma, ci guida da sempre la missione di offrire al nostro pubblico il meglio di quanto siamo riusciti ad apprezzare dalle palette sottoposte alla nostra attenzione. Ci mettiamo la faccia sempre e volentieri: l'essenza del nostro lavoro è anche prenderci le responsabilità in sede di scelta e di proposta. Il giudizio finale sulla qualità delle opzioni che vi sottoponiamo poi spetta insindacabilmente sempre alla nostra utenza, quindi a voi.
Ma di che pasta è l'intima natura del millesimo '24? A questo proposito, non ve ne foste ancora accorti, vi rammentiamo che, per una esaustiva trattazione ed analisi di questa annata, sul nostro portale aziendale vi sono due rubriche disponibili nei nostri archivi, liberamente consultabili: quella più approfondita di analisi, mese per mese, della dinamica della stagione vegetativa 2024 (raggiungibile cliccando QUI), e quella di sintesi, contenente le nostre valutazioni (raggiungibile cliccando QUI).
NOTE IMPORTANTI DI SERVIZIO: vi ricordiamo di cominciare sempre la sessione di navigazione sul nostro sito loggandovi. In particolare, vi rammentiamo che, se le proposte enoiche di alcuni domaine non vi sono accessibili nemmeno con il log-in significa che la vostra registrazione non è dotata degli standard richiesti: è cioè manchevole della compilazione di tutti i dati obbligatori presenti nella sezione del vostro account personale; pertanto, in difetto di una compilazione appropriata, (la sola registrazione con email e password non è sufficiente) l'accesso a molte aziende in distribuzione vi sarà precluso. Inoltre, circostanza che molti utenti trascurano, vi sconsigliamo navigazioni loggate lasciate passive in background per ore: infatti, i nostri server, per ragioni di sicurezza, sono settati per rendere improduttive queste sessioni, impedendo di concludere positivamente eventuali transazioni. Pertanto, qualora si palesassero dei 'messaggi di errore' al termine di tali vostre 'navigazioni in login eccessivamente prolungate', dovrete necessariamente effettuare il log-out e ri-loggarvi per inaugurare una nuova sessione; non è infrequente che i carrelli che avrete composto nella sessione precedente vadano cancellati: pertanto, onde evitare questa spiacevole circostanza, vi consigliamo sempre di salvare i prodotti di vostro interesse nella vostra 'wishlist'.
Ma veniamo all'elenco dei domaine importati in questa sessione d'anno:
BRUNO COLIN. Osannato, richiestissimo, desiderato, ambito. E' innegabile che insista un'aura di hype crescente su questa azienda. E ha una sua profonda ragion d'essere. Eccoci a riproporvelo dopo qualche anno di pausa. Le degustazioni svolte in azienda a più riprese, con una dovizia di dettagli, professionalità elevatissima ed ore messeci a disposizione dallo staff di Colin, ci hanno confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il salto quantico che questo domaine ha compiuto in questi anni. Una ricchezza di contenuti, di saper fare agronomico ed enologico di prim'ordine, al servizio di terroirs apicali a disposizione di Bruno. In sede di proposta 'En Primeur' ci avete sommerso di richieste. Abbiamo cercato di portare a nostro magazzino il meglio della sua produzione, a beneficio di una domanda sempre più elevata da parte vostra.
ETIENNE SAUZET: Palette presente in tutto il suo fulgore ed al completo, ad eccezione del “Montrachet grand cru”, che riapparirà il prossimo anno. La proposta en primeur della loro '24 è andata letteralmente a ruba tra i nostri clienti, ma più di qualcosa è ancora a disposizione del grande pubblico. Annata di una classicità disarmante, che brilla per charme en blanc, soprattutto alle latitudini di Puligny-Montrachet ed a questo indirizzo, in particolare.
BENJAMIN LEROUX: al netto di una pre-vedita anche in questa occasione decisamente massiccia, ci siamo riservati delle novità a listino: ci riferiamo alla prima volta della proposta dei celebri 'Aux Boudots”, dall'identità ambivalente (mix di Vosne-Romanée e Nuits St Georges), formati magnum di due autentiche star a listino, provenienti da Meursault: gli 'Charmes' ed il flag wine aziendale, il '1er cru La piece sous le bois”, nonché il consueto folgorante 'Vireuils'. Il resto della proposta è la consueta parata di pezzi unici di Benjamin, che costituiscono sicurezze qualitative inossidabili.
AS (SIRUGUE-NOELLAT): Arnaud e Sophie aumentano l'arsenale disponibile sia con nuove acquisizioni territoriali, sia con ulteriori accessi al celebre listino del domaine paterno di Arnaud, il domaine Robert Sirugue; partiamo dalla prima volta in proposta di uno dei 1er cru più iconici di Vosne-Romanée: gli 'Aux Reignots', poi dei delicatissimi chambolloise 'Les Mombies', un 'Bourgogne Cote d'Or' esemplare per ragguardevole rapporto di qualità/prezzo ed, infine, la chicca del monopole 'Nuits St Georges Le Clos du Coteau de Bois', davvero sorprendente. Il resto dei calibri da novanta già sfoggiati in altre occasioni fa bella mostra di sé in versione '24.
BUISSON CHARLES: ad eccezione della 'Goutte d'Or', che ha sofferto più di altri questo millesimo, tutto il meglio in palette è disponibile. La degustazione recente con Louis Essa al domaine ci ha confermato che questa azienda persevera a stazionare tra le aziende di Meursault di prima fascia. Fa il suo ingresso un prodotto che ci ha spiazzato per beva, e che ci ha indotto ad acquisti a titolo personale; ci riferiamo al 'Bourgogne Hautes Côtes de Beaune La Perrière”; sposalizio ideale con l'estate in arrivo. E poi vogliamo parlare dei pinot noir di Patrick? Riscontri spiazzanti per maestria, compreso un rarissimo “Chambertin grand cru” da brividi. Il messaggio suona nitido: en rouge Patrick esibisce liquidi splendidi almeno quanto i suoi celeberrimi chardonnay.
PAUL PERNOT: amatissimo e prelevato in dosi massicce già in regime di 'en primeur' informale, perchè richiestaci da più fronti; questa azienda si conferma un punto cardinale per la purezza espressiva e per la storia che vanta su Puligny-Montrachet. 'Folatieres', 'Champ Canet' e 'Pucelle' hanno palesato un livello di integrità territoriale in questo millesimo d'antan da autentiche star. Ma sono la coerenza e costanza qualitativa del lavoro svolto dai Pernot, anno dopo anno, a rendere il rapporto con questa azienda per noi assolutamente imprescindibile.
JEAN CHARTRON: ribadiamo sempre che quella con i prodotti di Jean è una storia d'amore che si rinnova senza esitazioni: "Murgers" di St Aubin, i 1er "Cailleret" e "Pucelle", ed il fenomeno di famiglia, il monopole "Chevaliers Montrachet grand cru", sono liquidi di valore inestimabile all'interno della nostra proposta su Puligny-Montrachet. Da quest'anno disponiamo anche della magia del 1er cru "Perrieres", proveniente da Saint Aubin, ormai aoc di primissimo piano.
JEAN MARC PILLOT: al netto di alcune scelte dell'azienda di ulteriore affinamento in vetro prima della messa in commercio di preziose etichette '24 di cui entreremo in possesso il prossimo anno, la degustazione monumentale svolta di recente da Jean Marc ci ha lasciati basiti dal primo vino di ingresso: il 'Bourgogne Chardonnay Le Haut des Champs Blanc'; provare per credere, diceva un noto adagio. Da acquisto compulsivo. Il prosieguo è un incedere in un cammino esplorativo territoriale tra i 1er cru della casa, uno più diverso ed identitario dell'altro: gli 'Chenevottes' ormai suonano arpeggi da grand cru in pectore, ed i restanti "Maltroie", "Baudines", Clos St Marc”, “Cailletets”, “Morgeot” e “Clos St Jean” (alcuni da noi rabboccati nella versione '23, in attesa ci vengano rilasciati, come detto in premessa, i relativi '24 il prossimo anno) hanno contribuito a corroborare la nostra idea complessiva del potenziale altissimo en blanc di questa annata.
Seguiteci anche su INSTAGRAM
LO STAFF DI B.M.A.