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Il Domaine fu fondato nel 1959 da Paul Pernot (ora settantenne), ma la tradizione da vigneron di razza della famiglia, vanta un savoir faire di circa duecento anni di storia; infatti, la stirpe dei vigneron Pernot, cosi recita la storia di questa famiglia, iniziò nel XVIII secolo a coltivare 10 ettari vitati, la maggior parte dei quali apparteneva già alla famiglia dall'origine: all'epoca, infatti, l'azienda conferiva le uve al celeberrimo negoziant Drouhin, ma cominciò presto ad acquistare vigneti, e, l'intero attuale parco vitato, fu completato con le acquisizioni avvenute negli ultimi trent'anni. Ora l'azienda è giunta alla sua sesta generazione: l'attività è portata avanti dai figli di Paul, i fratelli Paul ( e l'apporto sempre più continuativo di suo figlio Philippe) e Michel; tutti i dettami maturati in questo ampio margine di storia viticola, permettono oggi una reputation altissima dei vini provenienti da questo domaine, tradizionalmente attribuibili ad una viticoltura estremamente naturale ed una vinificazione compiuta da mani sapienti e delicate, grandi interpreti dell'utilizzo dei legni piccoli. L'azienda ha sede in una delle piazze più centrali di Puligny-Montrachet. I Pernot vinificano per lo più chardonnay, ma non lesinano di produrre risicate ed intrganti interpretazioni di pinot noir, quasi introvabili. E' noto che un bilancino ideale per valutare l'attività di un vigneron siano i prodotti d'ingresso ed, infatti, è prorio la qualità di un loro "Bourgogne blanc" ad averci riportato prepotentemente sulla scia di interesse per questa azienda, che, per la verità, abbiamo sempre monitorato. Il parco vitato del domaine ammonta a 23 ettari (secondo solo al domaine Laflaive per estensione della proprietà) e determina una palette in proposta di 15 vini, di cui 11 chardonnay e 4 pinot noir; sul fronte degli chardonnay, si segnalano un aligotè molto interessante, un 1er cru su Meursault e tutto il resto sono prodotti declinati sulla denominazione di Puligny, ta i quali spiccano gli apicali grand cru "Batard Montrachet" "Bienvenue Batard Montrachet"; i pinot noir sono espressione, invece, di terroir di Beaune, Volnay e Pommard. I lotti vitati, frutto di antiche selezioni massali, in particolare dei 1er cru e dei grand crus sono decisamente datati: i primi impianti risalgono al periodo 1957-1961 e molti di essi sono ancora perfettamente al loro posto, in ottima forma, anche grazie alla grande cura prestata ai ceppi, per i quali si prospetta un lento e graduale declino per cause degenerative naturali e non per apporti decisivi di malattie; le vigne più giovani, destinate ai prodotti maggiormente basici, possiedono comunque dai 20 ai 40 anni di età. Per quanto concerne la conduzione agronomica, essa prevede l'inerbimento libero (gli erbicidi sono assolutamente banditi) delle vigne e nessun intervento convenzionale, mentre lo stile di vinificazione ci ha convinto, da subito, per la sua estrema trasparenza, concepita unicamente per dare luogo a vini di terroir, mediante utilizzi, cum grano salis, del legno piccolo, mai invasivo, mediante l'uso di piece di rovere francese di ottima qualità, utilizzate in percentuali che oscillano tra il 20 per cento (1er cru) ed il 40 per cento (grand cru); l'utilizzo del legno nuovo è riservato solo ai 1er cru ed i grand cru, non per le appellazioni regionali ed i village; le fermentazioni alcoliche sono svolte in cemento per i vini base e sempre in botte piccola dai village a salire; gli elevage degli chardonnay si estendono dagli 11 ai 18 mesi; solo prima della malolattica viene praticato un battonage moderato, mentre non vengono applicate chiarifiche, ma lievi filtrazioni prima di imbottigliare; i pinot noir, prodotti, come detto in quantità modestissime (dalle 2 alle 4 piece l'anno) invece, subiscono macerazioni di circa 10 giorni in vasche di cemento e non sono quasi mai sottoposti a filtrazione finale. Gli imbottigliamenti avvengono sempre ad inizio estate, perchè il domaine non possiede una cave a temperatura controllata. Chi desidera approcciare i vini del domaine Pernot si accosta ad un mondo enoico antico, che trasuda classicismo nei metodi e molta eleganza nei riscontri dei prodotti finali, sempre realizzati con un registro di grande purezza ed equilibrio. 
 

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