Domaine Benjamin Leroux
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DOMAINE BENJAMIN LEROUX. I vini di Benjamin lLroux. Benjamin, nato nel 1975, è un enfant prodige per antonomasia. Non nasce da una famiglia di vigneron, ma la vocazione personale è chiara dalle scuole di specializzazione. Dopo numerose ed importanti esperienze, ttra cui le proprietà del domaine Drouhin in Oregon prima, il Cos d'Estournel a Bordeaux e Louis Jadot, ha infine svolto a Pommard, nel domaine Comte Armand, con grande successo, il ruolo di regisseur all'età di ventiquattro anni. Infine, dal 2007 ha deciso di mettersi in proprio sentendosi pronto al grande salto. Ha insediato la sua cantina a Beaune e lo ha fatto condividendo non solo le spese per la struttura ma anche il know-how, con un trio di vigneron di tutto rispetto, nella parte della vecchia cantina di Jaboulet-Vercherre, costruita nel 1898 a Beaune, e hanno progressivamente investito nell’upgrade delle strutture e dei macchinari. Il vasto ambiente prevede grandi serbatoi in acciaio inox e presse al primo piano ed una grande barricaia al piano interrato. Benjamin dispone di circa 30 ha totali, di cui 8 ha in proprietà (tra cui spicca quella del "Batard Montrachet", di 0.16 ha, acquistata nel 2009 ed il monopole “Volnay Premier Cru Clos de les Griotte”, esteso per 0.6 ha, un terzo della cui parcella è piantata con una selezione massale che proviene direttamente dal mitico “Clos de Epeneaux”) e circa 22 ha di uve acquistate da selezionatissimi conferitori (solo acquisto di uve che vinifica in proprio e non vino o mosti). I vigneti in proprietà sono condotti in regime biologico certificato; anche la biodinamica è un parametro imprescindibile nei suoi vigneti, ma non è certificata. I parchi vitati dei conferitori, invece, scelti con massima aderenza al suo credo agronomico e tutti facenti parte di storiche famiglie di vigneron, che praticano, senza eccezioni, conduzioni sempre sostenibili, quindi biologiche e biodinamiche. I lavori tra le vigne prevedono rigorosamente il "cover crops" ( coperture di vegetazione), riduzione dell'aratura, ed utilizzo di tecniche sulle viti parametrate alle stesse (loro età, stato sanitario e tipo di suolo), e limita l'uso di rame in certi vigneti per l''impatto ambientale. Purezza espressiva dei climat, ricercata con naturale ossessione e tradotta con grande successo nelle sue creazioni: questo si riscontra nei suoi vini. Al di là della grande attenzione delle peculiarità di ogni singolo vigneto, il primario focus agronomico sotteso è comunque sempre quello di attenzionare maniacalmente i parchi vitati di pertinenza per portare en cave uve sane, raccolte manualmente e portate in cantina mediante camion frigo per garantirsi di non smarrire la qualità degli acini. Pertanto, la stella polare è sempre poter disporre in primis di una materia prima d'eccellenza, che, notoriamente, è la chiave per produrre grandissimi vini. Per quanto riguarda la vinificazione, Benjamin è estremamente ossequioso della tradizione; utilizza lieviti indigeni per innescare le fermentazioni in vasche di cemento o barrique, non esercita il controllo delle temperature, pratica la pressatura delle uve bianche intere e diraspa quelle rosse (per preservare aromaticità e l'espressione autentica del terroir) anche sino al cento per cento se il millesimo ed il terroirs lo richiedono. L'affinamento, che si protrae tra i dodici ed i diciotto mesi, è svolto in contenitori variabili per rispetto dei singoli terroirs: dalle botti piccole, alle foudres, alle botti grandi ed anche in anfora o sfere di vetro; la percentuale di legno nuovo utilizzato non supera il trenta per cento. I vini vengono poi travasati (non manualmente ma si avvale di pompe volumetriche) ed affinati per ulteriori 4-6 mesi in vasche. Le chiarifiche vengono praticate solo se necessarie e sono rare le filtrazioni, in base al millesimo; infine, l'aggiunta di solforosa è minimale in fase di pre-imbottigliamento: 50-70 ppm per le uve bianche e 40-50 ppm per le uve rosse. Produce circa sessantamila bottiglie ed i sesti di impianto sono volutamente spinti al limite per ogni denominazione (mediamente quindicimila ceppi per ettaro). I tappi utilizzati dal 2019 sono i "Diam". Benjamin è un ragazzo solare, ironico, anticonformista, arguto e molto risoluto, sempre proteso all'eccellenza della sua produzione; l’attenzione per i dettagli che possono apparire solo di contorno è emblematica, ad esempio, nella rappresentazione del proprio marchio in etichetta: l’albero utilizzato nel marchio è in realtà lo stemma della famiglia di uno dei suoi soci in affari, si affretta a precisare.
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Volnay 1er Cru Les Mitans 2013
75,00 €Iva inclusa
warning TERMINATO: l'annata '22 sarà disponibile da maggio '24