Clos de Vougeot grand cru vieilles vignes 2017

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  • Chateau de la Tour
  • 2017
  • Grand cru
  • Vinificazione : Vendages entières Vendages entières
  • Vitigno : Pinot noir Pinot noir
  • 2022-07-30
400,00 €

Iva inclusa

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Chateau de La Tour, agronomicamente in biologico dal 1992, è il domaine che vanta la maggiore estensione in proprietà del più grand climat di Cote d'Or (suddivisa complessivamente tra ben 41 domaine); infatti, ne possiede 5.58 ha (a seguire, in ordine di maggiore estensione, Meo-Camuzet con 3.03, Rebourseau con 2.21 ha, Louis Jadot con 2.15, Paul Misset con 2.06 ha, Leroy con 1.91 ha, Jean Grivot con 1.86 ha, etc). La maggior parte del vigneto cinge il domaine del proprietario, Francois Labet, che è l'unico ad avere il privilegio di poter vinificare all'interno del climat. Questo celeberrimo "vecchie vigne", prodotto da soli impianti con più di sessantacinque anni di età media (alcune vantano oltre un secolo di vita, poiché i primi impianti risalgono al 1910), nasce da un vigneto che si trova interamente nel lieu dit di Marei Bas (vedi cartina dei lieu-dits del clos de Vougeot qui); pochi domaine possono vantare la presenza integrale di un proprio vigneto in un determinato lieu-dit nel Clos De Vougeot. Il vino è assolutamente centrato sulla piacevolezza del frutto scuro (more, ciliegie e bacche selvatiche), e dai netti sentori di violetta; inebriante l'intensità aromatica, che rende il sorso sempre palpitante e dalla pai interminabile; la densità materica e la trama tannica del "vieilles vignes" ne fanno il prodotto di punta del domaine. Annata 2017 , finalmente generosa in quantità, raccolta i primi di settembre, che ha prodotto circa 8000 bottiglie di questo prodotto, vinificato 100% a grappolo intero, mediante due pigeage giornalieri, ed affinato, nella stessa percentuale, in legno piccolo nuovo; alla vista, riluce scintillante violaceo purpureo; naso dapprima discreto e fitto di mistero, che, però, diventa addirittura sontuoso dopo pochi minuti, con adeguata ossigenazione, non tradendo mai, però, la meravigliosa matrice classica dell'annata (aggettivo da considerarsi pertinente nell'alveo concettuale dell'ultimo lustro di annate “new generation”, più precoci, considerate nell'intervallo 2017-2021; il millesimo manifesta la più accentuata freschezza ed equilibrio complessivo tra le altre). Profonde ricchezza e profondità d'effluvi, da cui emergono subito striature di garriga e mentolo, e poi stratificazioni di fragoline in gelatina, more scure, ribes neri, lamponi maturi, mora di rovo ed un intero mercatino indiano di spezie scure, avvolti in un lenzuolo di rovere dalla tostatura lieve, destinato all'assorbimento in un tempo congruo; la bocca è audace, solcata da una tartarica rassicurante, che si fa carico di una scorta di frutto cospicua, sgargiante, in cui affiorano in prima linea, succose ciliegie mature ed, in seconda battuta, prugne scure, le quali, a loro volta, sottendono ceste di minuti frutti boschivi, già anticipati e goduti, a decibel sostenuti, in sede di olfazione; i tannini ostentano un diametro infinitesimale, e si profilano fittissimi e guizzanti, sostenendo un sorso armonioso, coerente, senza spigolature ed eccessi, come si confà ad un '17 della migliore fattura. E che lunghezza, che affondo, sul finale, che graffia l'arcata palatale, deflagrando nel corredo speziato, per poi riemergere in retrolfatto, zampillando un missaggio del meglio del proprio pedigree fruttato. Versione deluxe: si parte da 95 punti. Ci ha impressionato quanto tanta materia sia stata confezionata con equilibrio disinvolto, dispensando un prodotto destinato a stupire con l'affinamento in vetro. “What I like about 2017 is the purity of the vintage: it's very pinot”, dice Francois Labet, e non possiamo che concordare. Apogeo di consumazione [2026-2037]  

FICHES TECHINIQUE

 

La cartina del perimetro del Clos de Vouget (in rosso) ed i climats di pertinenza del domaine Chateau de la Tour (in bianco). Riproduzione riservata.