Domaine Sirugue-Noellat
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Sophie Noellat e Arnaud Sirugue rappresentano due autorevoli discendenze di quelli che sono due celebri storici vigneron di Vosne-Romanée, le cui aziende si trovano ad un passo l'una dall'altra: il domaine Michel Noellat ed il domaine Robert Sirugue; L'azienda che i due coniugi hanno costituito, il "Domaine Sirugue-Noellat", che loro amano definire una "piccola maison condotta con la filosofia di un domaine", è iniziata con una piccola cuverie posta sotto la casa del nonno di Arnaud, ubicata proprio di fronte a Maxime Cheurlin ed accanto alla storica casa di Rene Engel sulla piazza di fronte al municipio di Vosne-Romanee. Hanno cominciato la loro avventura enoica, uscendo sul mercato con una prima annata difficile ma di qualità eccellente, il millesimo 2016, con due cuvée: un "Bourgogne Passetougrain Rosé", ottenuto da uve Gamay, ed un pinot nero, proveniente dalla loro denominazione di pertinenza, Vosne-Romanée. Dal 2024 hanno inaugurato una nuova ampia e meravigliosa sede aziendale, prossima alla statale 974, dal lato opposto rispetto al centre ville. Il nuovo immobile, ancora nelle more costruttive, che sarà terminato nell'edificazione di tutti i suoi ambienti interni entro il 2026, ha dato priorità ovvie al termine dell'area destinata ai silos in inox, deputati alle operazioni enologiche preliminari agli elévage ed all'ampia cuverie, destinata alla posa dei tonneaux. Rispetto agli esordi nella vecchia sede, in cui il domaine si è proposto per la prima volta sul mercato con quattro tipologie di vini: un rosè "bourgogne Passe Tout Grains", un "Vosne Romanée Les Barreaux", dal 2018 il "meursault Les Grands Charrons" ed uno "Gevrey Chambertin En Champs", oggi l'azienda si avvale di tredici ettari totali, di cui undici e mezzo in regime di proprietà ed i restanti sono condotti in regime di fermage (i vini di chambolle-musigny e meursault). Dal termine della produzione del domaine Robert Sirugue con il millesimo 2022, il figlio Arnaud ha ricevuto in gestione alcune parcelle paterne di grand pregio (il village "harmonie" su vosne-romanée, il suo "vecchie vigne", il fenomenale "1er cru Les Petits Monts" ed il "grand ctu Grand Echezeaux"). Dal punto di vista agronomico, Il parco vitato a disposizione del domaine ha una età media di circa sessant'anni, le vendemmie sono rigorosamente manuali, l'approccio bio non certificato è la regola, ma l'azienda si riserva, se assolutamente necessario, delicate manovre correttive sul fronte dei trattamenti (bouille bordolaise), mentre si palesa osservante di qualche dettaglio da calendario lunare, senza ammiccare troppo alla biodinamica. La produzione annua si attesta su circa venticinquemila bottiglie. Da un punto di vista enologico, viene praticata la pre-fermentazione a freddo fino a cinque giorni a temperature massimali di dieci gradi; successivamente le fermentazioni sono spontaneamente, perchè attivate da lieviti indigeni, in acciaio, a temperature controllate e per la durata media di dieci giorni; viene svolta in prevalenza con percentuali variabili di grappolo intero; pigeage e remontage (preferito quest'ultimo) sono praticati con dovizia e delicatezza in interventi variabili a seconda delle caratteristiche dei millesimi; viene praticato invece regolarmente il battonage leggero sui bianchi; pochi sono i milligrammi addizionati di solforosa dopo il soutirage; i tempi di affinamento spaziano dai sedici ai diciotto mesi su legno nuovo al massimo del trenta per cento. Non avvengono chiarifiche o filtrazioni. Sophie rimarca come il goal aziendale sia assolutamente direzionato a concentrarsi sulla qualità del prodotto finale e ciò che ci ha convinto ad importare per primi questa preziosa piccola azienda è stato proprio il superbo riscontro del livello dei vini prodotti, frutto del savoire faire genetico di due grandi realtà di origine, con piccoli tocchi di personalizzazione ed attenzioni decisive per elevare lo standard del prodotto finale. Arnaud, in particolare, si sofferma nel racconto, con comprensibile fierezza, di quello che può essere considerato il loro flag-wine degli esordi, il "Vosne Romanée Les Barreaux", che Arnaud ci evidenzia provenire dall'area più nobile del celebre climat "Les Barreaux", perchè posta sulla prossimità della collina, battuta dal primo sole del mattino, e, soprattutto, adiacente al mitico "Cros Parantoux" ed al "Petits-Monts". Ma, ad oggi, i calibri enoici a disposizione del domaine sono decisamente aumentati: la qualità media è sempre più alta e lo si può verificare dall'accuratezza del bourgogne da appellazione regionale (missaggio di otto parcelle), ai meravigliosi "Nuits St Georges Clos du Coteau de Bois monopole" (in proprietà dal 2024) e "Vosne-romanée aux Reignots"
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