St Aubin is the new Puligny? A giudicare dalle similitudini e discrete assonanze tra i suoli di alcuni terroirs in particolare, parrebbe di si; sempre con le dovute cautele e differenze, quindi con i limiti endemici che questa comparazione porta con sè. Molti gli investimenti recenti del domaine in questo settore meridionale della Cote de Beaune: il climat dei "Murgers dents de chien" rappresenta una delle punte di diamante della denominazione. Etimologicamente, rappresenta l'ammasso di pietre affilate (come denti canini, appunto) che si possono riscontrare a fianco di ciascun vigneto dopo le lavorazioni apportate, per permettere la messa a dimora delle viti; la parcella, esposta a sud, si trova su pendenze lievi, ubicata a circa 360 metri, e, come anticipato, i suoli sono molto ricchi di scheletro, per l'affiorare delle pietre acuminate di cui si è fatto cenno; la meraviglia di questo terroir è la timbrica identitaria costituita dal suo rimando olfattivo capace di sprigionare effluvi di ostriche oceaniche, che aleggia all'interno della sua polposa anima fruttata. Chartron ricava questo vino da 4 appezzamenti, per un totale di 0.51 ha. Annata '23 paglierino luminoso, elevato in legno nuovo per il venticinque per cento. Millesimo molto simile ma ancora più cesellato del precedente, al solito inebriante all'olfatto, grazie alle sue spiccate note erbe di campo, fresche di albicocca, lime e passion fruit. Palato sapido e fresco quanto basta a rendere la beva compulsiva; stuoli delicati e mai concentrati di limpidi agrumi gialli e preziose note di spezie chiare. Siamo sempre più persuasi si tratti di un prodotto ormai irrinunciabile nella palette di Jean. Apogeo di consumazione [2027-2035]
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Iva inclusa
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