il climat Cailleret rappresenta la naturale prosecuzione, verso nord, del "Le Montrachet", e gode di fama apicale tra i premier cru della denominazione. Il Clos di Chartron (di cui 0.85 ha sono stati ceduti al domaine De Montille e 0.13 ha al domaine M. Bouzereau, nel 1993), posto a circa 260 mt d'altitudine, al centro del grande rettangolo che rappresenta l'estensione totale dei Cailleret (3.33 ha), si estende per 99 a e 25 ca e vanta i primi impianti risalenti al 1944. La stoffa di questo vino paga naturalmente dazio al celeberrimo "Montrachet" non tanto in termini di eleganza, grip, verve a pressione a centro-bocca, e nemmeno in termini di complessivo splendido bilanciamento tra le sue componenti, ma, soprattutto, per la non identica capacità di affinare con la stessa cangianza espressiva (proprietà unica del Montrachet) nel lunghissimo periodo; premesso doverosamente ciò, l'allungo espressivo di questo 1er cru vanta un piazzamento d'onore, senza dubbio alcuno, nel podio elitario dello chardonnay di Puligny. Il terroir presenta una marna a prevalenza argillosa, dalla verve cromatica aranciata piuttosto vivida, e da una distesa compatta di piccoli ciottoli. Annata '23 paglierina nitida. Olfazione vibrante su note di fiori bianchi intensi, pesche nettarine e pere williams, agrumi e nocciole fresche; palato dalle consistenze cremose e dalla salinità seducente, che esprime tutto il corredo agrumato di cui è capace. Anne Chartron riferisce che “se i Folatieres sono figli del Batard, Caillerets lo sono dello Chevaliers”; ciò per evidenziare la dimensione autenticamente aulica di questo vino, da olimpo degli chardonnay nati da questo lembo di terra benedetta. Riscontriamo snellezza di sorso senza rinunciare alla texture nella '23: i cenni di frutta risultano centrati sulla polposità, tensione e mineralità infiltranti. Gemello diverso dei Pucelle quest'anno per verve espressiva: 94 punti. Apogeo di consumazione [2030-2050]
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Iva inclusa
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