Vosne Romanee 1er cru Les Suchots 2020

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  • De L'Arlot
  • 2020
  • Premier cru
  • Vinificazione : Vendages entières Vendages entières
  • Vitigno : Pinot noir Pinot noir
249,00 €

Iva inclusa

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a parcella, di forma triangolare, si trova tra i 250 ed i 270 metri d'altitudine, circondata da vicini di alto lignaggio, quali la "Romanée Saint Vivant", gli "Echézeaux" ed il "Richebourg"; si estende per complessivi 13 ettari e rappresenta la più ampia, calssificata 1er cru, della denominazione. Proprio per questa sua caratteristica di particolare ampiezza, al suo interno si possono apprezzare diverse accezioni di terroir. Etimologicamente ricorda i ceppi della foresta che qui fu oggetto di disboscamento nel corso del medioevo, poi, scoperti molto adatti per la coltivazione della vite. I suoli dell'area sud sono composti da argille granulometricamente più circonferenziate rispetto alla parte nord del climat, dalle argille più fini e dalla presenza di pietre, pertanto, dal terroir più intrigante. Senza "se", questo cru rappresenta uno tra i più degni rappresentanti della noblesse classificata 1er cru della aoc: il vino dei Suchottes è un connubio vigoroso di mineralità infiltrante e profili olfattivi pregni di frutta scura e speziata, nonchè da cote floreali aggraziati; ma è al palato che i Suchots si fanno riconoscere: sorsi pieni, sensuali e vigorosi, appaganti; un luogo, quello dei Suchots, insomma, dove i migliori esemplari di questa parcella esibiscono una carnosa sensualità che li rende fortemente caratterizzanti: il classico pugno di ferro in un guanto di velluto. Il parco vitato aziendale vanta un'età media ultraquarantennale; la vinificazione è tradizionale: dopo una vendemmia manuale, e la svinatura, sono stati effettuati rimontaggi e follature ragionati per non compromettere la finezza di questo fantastico terroir; l'elevage si protrae per 15 mesi in botti di rovere. Annata '20, vinificata con l'apporto del 15 per cento di grappolo intero ed affinata in botti di rovere nuova al 45 per cento. Costretto com'è tra il Richbourg ed il Romanee St Vivant, quest'anno, sembra che il confronto, sulla carta impari, lo esalti invece particolarmente. Viola porpora impenetrabile, si concede, solo dopo minutaggio adeguato, con un naso dal voltaggio importante, che frusta i nostri percettori olfattivi con effluvi di petali di rosa avvolti in un contesto fumè, cui seguono nuances di dolci prugne scure e ribes neri in gelatina. Ingresso in bocca deciso, dal peso estrattivo che incarna alla perfezione la doppia anima che lo contraddistingue: potenza e grazia in un abbraccio serrato e tutt'altro che contraddittorio. Sale e tartarica a fare da colonna portante ad un tannino vivace, che contribuisce a profilare un liquido che non si dimentica, che palpita e si evolve di continuo nel calice e si fa inseguire nell'interpretazione. E' un “vino Alpha”, con tutti i componenti in “classe A”. 95 punti base. Apogeo di consumazione [2027-2040]

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