climat stabilmente incastonato nell'artistocrazia più raffinata di Chassagne, esteso per 14 ha, ubicato a circa 270 metri d'altitudine ed integralmente esposto ad est. Jean Marc ci rammenta come si tratti di uno dei più reputati cru della denominazione sin dall'epoca medioevale: infatti, è stato un grande pinot noir già per le comunità ecclesiastiche locali che lo concepirono e che contribuirono, in modo decisivo, a tratteggiarne l'aura di un capolavoro enoico. La storia di questo climat è articolata: pare la sua individuazione geografica sia ascrivibile addirittura al VI secolo dopo Cristo; in seguito, il fenomeno della Rivoluzione francese ne polverizzò la sua nobile ascendenza originaria in più proprietari. Lo storico parco vitato di Jean Marc risale, nei suoi primi impianti, addirittura al 1910. Siamo al cospetto del numero uno tra i pinot noir di chassagne, che spicca per compiuta personalità, indubbia eleganza ed estrema raffinatezza: pertanto, è un autentico privilegio poterlo proporre. Annata '23 violacea intensa. Il combinato disposto di un parco vitato davvero antico, una vinificazione esemplare ed un climat di tale vocazione, quest'anno ci regalano note di menta selvatica, spezie dolci profumate, delicati sfalci campestri, delicati cenni di scorsa d'arancia, polvere di gesso ed un campionari di frutti boschivi freschi a polpa rossa. Bocca di elegante concentrazione e molto gourmand, ricamato con perizia estrattiva nel suo raffinato incedere tannico, che veicola polpa e sale. Finale da grand cru. Vette davvero alte toccate da questa '23. Vino destinato a chi avvalora la storia di Chassagne, riportata alla ribalta en rouge, anche grazie al contributo di Jean Marc. Prodotto esperienziale ed intellettuale. Apogeo di consumazione [2030-2045]
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